Una storia curiosa

Una storia curiosa

Un giorno Massimo scrisse: “In natura… è tutto chiaro! Bisogna solo saper guardare”.
Quante volte lo vidi da piccolo addentrarsi nei campi qui vicini nel parco dei conti Borromeo e Scotti per cogliere l’emozione e trasportarla sulla tela. Ricordo quando a 11 anni andò a cercarsi un locale in affitto pervivere e poter dipingere senza dover più riporre i colori e tele, dicendo alla mamma: “Non voglio andarmene di casa, voglio solo il mio studio per lavorare e suonare quando mi pare!”.

Poi la mia prima personale a soli 12 anni; espose 36 dipinti, finimmo di sistemarli in questo antico convento di francescani verso la mezzanotte. Con l’organizzatore, padre Fortunato, il priore del convento, Massimo si accordò per incontrarsi la mattina seguente alle 11.00 e stabilire i titoli dei quadri e i prezzi di vendita. Il giorno dopo, puntuale, il piccolo artista aspettava il priore che dopo pochi minuti arrivò con gli occhi sgranati dicendo: “Massimo sai i tuoi quadri sono piaciuti molto, tanto che ho già venduto 12 tele a queste persone venute a visitare il convento…” Sorridendo Massimo rispose: “Mi prendi in giro!”.

Ma era tutto vero, nessuna presa in giro… allora il piccolino con le lacrime agli occhi si mise a staccare dalle pareti i suoi quadri per portarseli a casa, al sicuro dai compratori che volevano portarseli via. Ma in quel momento, la saggezza di padre Fortunato aprì la mente e il cuore di Massimo; dopo averlo calmato lo fece sedere nel suo studio e con tutta la saggezza dei suoi anni e con tono deciso e autorevole gli disse: “…bambino ascoltami bene… al posto di piangere… tu dipingi i tuoi quadri, li partorisci, come una mamma fa con il suo bambino, ma ricordati che le tue opere inizieranno a vivere solo quando saranno appese nelle case della gente che le ha comprate; non importa quanti denari, ma tutti più o meno ricchi hanno fatto uno sforzo per acquistare una cosa che renderà più piacevole la loro vita, perciò non devi piangere se queste persone apprezzano e vogliono possedere un’emozione che solo tu sai dare in questo modo, con i tuoi colori. Inoltre un pittore geloso delle sue tele, che tiene tutto per sé, muore con le sue opere che non emozioneranno mai nessuno.

Tu invece devi gioire, imparare e far tesoro anche del gusto e della cultura di questa gente che ti apprezza per affinare il tuo dono di natura: l’arte che hai dentro; e anche per migliorare la qualità della tua vita con i profitti che ne avrai…”. Inutile dire che entro pochi giorni tutte le tele furono vendute con innumerevoli richieste, e Massimo capì molto bene, “eccome capì quella lezione!”. Il giorno dopo si comprò con i guadagni fatti un nuovo pianoforte a mezza coda,nuove tele e colori e di questo insegnamento fece tesoro ed esperienza di vita.

Massimo Meda che dipinge dal vero in una foto all’età di 11 anni

Massimo Meda Interview

One day Massimo said:” In nature….everything is obvious! You only need to know how to see it”.
How many times I saw him walking in the fields or in the Borromeo and Scotti’s park to feel emotions and sensations and after recreate these feelings on canvas. I remember when he was eleven years old he was looking for a place where he could work freely. He said to his mother: “Don’t worry, I don’t want to move from you but I just want a place by my own where I can paint and play piano whenever I like”.

He had his first exhibition in an old Franciscan monastery, he was only twelve years old. I worked with him until midnight on getting the paintings set up; there were 36 canvas!. The day after Massimo should have to meet the prior, padre Fortunato in order to decide the title and price of each work but when he went to the exhibition the priest told him that he had already sold 12 canvas to the people who visited the monastery.Massimo thought it was a joke but everything was true.

He was so sad that he started to remove pictures from the walls in order to take at home, he didn’t want to sell them anymore. Padre Fortunato with his wisdom and patient helped Massimo to understand that instead of crying he had to be happy because he made pictures that people love and appreciate and he told him that pictures start to be alive only when people hang them on the wall of their own house. It does not matter how much money people can spend, they just want to buy a picture that will improve the pleasure in their life.

Therefore he should not cry but understand that people like to feel the emotion that only he can materialize on canvas. In addition, an artist who is jealous of his painting dies with them without ever touching anyone’s soul. Padre Fortunato also told him to appreciate and study the taste and the culture of the people who buy his works.

Massimo Meda who paints live in a photo at the age of 11

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